|
Chi ha paura del
castoro
Ho visto case nude e case abbandonate
cuocersi al sole sporche e desolate
e certi vicoli vuoti e incontrollati
ragni soli padroni ed annoiati
Ho visto gente dormire sulla strada
L’ho vista piangere perduta e disperata
Per ogni battito di
ciglia un anno in più
per ogni battito del cuore una fatica in
più
Chi ha paura del castoro
Chi ha paura eccoli qua
Di notte spianano la foresta
danno fuoco a quel che resta
partoriscono città
Ora guarda l' orizzonte
C’è tanto spazio che non c’è
Accarezza dolcemente la tua fronte
E lo Spazio è qui vicino a te
Ma tu non degnarli di uno sguardo
Tieni stretta la tua via
Non piegarti per niente e per nessuno
Credi in te e sia quel che sia
Dimmi come si fa
E adesso dimmi come si fa Tu che mangi
una città
E vendi le tue emozioni Tu che non
tradisci mai nessun bar
E svisi intanto la realtà E le tue
frustrazioni
Che hai un pennello in una mano E
nell’altra un calendario
Chiedendo a tutti come va Sempre pronto ad
una risposta
E a correggere la rotta Se c’è il vento
che ti butta fuori
E intanto dimmi come si fa ad innaffiare
la siccità
E non sembrare dei coglioni
RIT. Dimmi come
si fa Dimmi come si fa
Tu che hai sole dalla tua parte E la luna
che gioca a carte
Perché la luce non ti dà Tu che fumi erba
buona
E la tratti da signora Perché un sogno ti
darà
Che hai un tranello in una tasca E
nell’altra un buon amico
Che prima o poi lo subirà Con i tuoi
occhiali azzurri
Per nascondere gli errori In uno specchio
che non ti crederà
E allora dimmi come si fa a mangiare una
città
Masticando i riflettori
Canta piano
Marta ha un cuore grande un bel sorriso
ed una figlia
canta piano e
dipinge la sua vita
un regalo intorno al collo ciondolo di
conchiglia
ed un nodo nella gola che non grida
conta le ore nel suo letto
accarezza dolcemente il suo cuscino
ed aspetta mattino
Luca ha solo vent'anni da poco ha
imparato a fumare
ed il fumo si confonde con la nebbia del
mare
la notte è troppo lunga la notte è così
nera
e nel buio la speranza di una preghiera
Signore fa che non ci sia bufera
e manda vento dolce per navigare
poi torna a pescare.
Amore amore amore portami via maledizione
perché qui mi sento soffocare
amore amore amore canta piano la tua
canzone
che mi aiuti a ritornare
Ed il futuro della figlia è la loro vita
ed il futuro è un domani da sperare
il desiderio soffocato di un gioia
indefinita
è la forza ogni giorno di lottare
ma adesso non è giusto anche starci a
pensare
ti prego metti da parte ogni timore
ti voglio baciare
Amore amore amore cantami ancora la tua
canzone
che senza di te non ci so stare
amore amore amore stringimi forte per
favore
come solo tu sai fare
Amore amore amore portami via maledizione
perché qui mi sento soffocare
amore amore amore ballami piano la tua
canzone
che mi aiuti a ritornare
L 'acqua dov'è
È tutta colpa di Niñia si dice
o che Dio ha buttato via la chiave
dell’acqua
ma la verità è sull' altare delle vanità
In questo mondo di ormoni e di scienza
nella realtà di chi prega e non crede
la vita rimane un sogno di sopravvivenza
Chi ha le notti ed i giorni contati
le scorte indifese i soldi rubati
ed il risultato rimane a metà
E il tempo che cambia il tempo ci cambia
sgomma ammazza falla franca
chi vede e non parla e la polvere imbianca
RIT. L’acqua
dov’è ed il deserto avanza
l’acqua dov’è e non basta certo una danza
L’acqua dov’è ed il deserto avanza
l’acqua dov’è e non basta certo una danza
Il potere dell'amore e l'amore per il
potere
l’ignoranza sotto chiave insieme al gusto
del sapere
l’invidia sopra i banchi ma non si fa
vedere
E le poltrone d'oro troie pronte a
governare
ti promettono un sorriso sempre pronte a
ritrattare
vino o aceto l'importante è festeggiare
E le guerre sotto casa e la pace sulla
luna
assassini condannati per le strade a
passeggiare
niente ormai ci riesce più a meravigliare
I cocomeri in salita i cancelli sopra il
mare
i confini offerti a pranzo pronti e cotti
da mangiare
i virus sotto inchiesta e l'uomo da
salvare
RIT. L’acqua dov’è
ed il deserto avanza
l’acqua dov’è e non basta certo una danza
L’acqua
dov’è ed il deserto avanza
l’acqua dov’è e non basta certo una danza
L’acqua dov’è ed il deserto avanza
l’acqua verrà sì ma… acida
Senza fretta
Cade neve ed eccoti qua come
sempre e con il sorriso in mano
i tuoi sogni ce li avevi già in fondo in
fondo non è strano
ma cosa fai stasera tu già lo sai che la
sera non finisce mai
e la notte nasconde niente non ha più età
si consuma dolcemente ti accarezzo poi ti
bacio e se ne va
Amore amore amore da imparare da tenerlo
stretto al cuore ogni momento
che si libera dagli occhi senza parlare e
vola in alto come fa il vento
come fai tu se canto io so che ci sei
come in un lampo luce degli occhi miei
come il volo di un falco io con te
volerei
come un treno in ritardo io più fretta
non avrei
Come fai tu se canto io so che ci sei
come in un lampo
luce degli occhi miei come il volo di un
falco
io con te volerei come un treno in
ritardo
io più fretta non avrei
Questo tempo da ingannare
Dammi il tuo cuore baby che batta un po’
per me
Dammi i tuoi occhi baby in questo chiaro
buio che c’è
Ma come ti va la vita che bussa alla
porta ogni mattina chiede di me
E ad ogni passo potrei diventare un altro
accanto a te
Ed io ci sto cosa darei per uno sguardo
il tempo passa e sei in ritardo ti aspetterò
Dammi la chiave baby e nei tuoi sogni
navigherò
Voglio toccarti baby così anch’io sognerò
E tu lo sai come si fa quando il vento
soffia il vento ci porterà
Mille ricordi ed un giorno solo non ci
basterà
Non c’è motivo per capire se dai un senso
al tuo bicchiere come finirà
Dammi ragione baby e mangeremo
complicità
Dammi la mano baby e questa strada ci
basterà
Ed ogni volta che tu vorrai
Ed ogni volta ogni istante che cercherai
solo un perché
Sarà il cielo sarà il mare
Questo tempo da ingannare
Anche per te
Francesco
Non ricordo le notti passate a guardare
le stelle
non le contavo più
ed i giorni scartati via come caramelle
non li guardavo più
questa brezza che mi sfiora il viso nel
primo mattino
questo mio cuore che gioca e gioisce come
fosse un bambino.
non mi ingannai più
fu così che la terra tornò ad infangare i
miei piedi
fu così che la pioggia tornò a bagnarmi la
pelle
della gente capivo il dolore
e degli uccelli il cinguettio
così divenni per tutti Francesco il
giullare di Dio
Questa strada che non ha più fine ed il
mio respiro che non mi fa dormire
ma io ci sto bene qui
queste mani che mi fanno male ed il mio
corpo per un tozzo di pane
ma io ci sto bene qui
con il sole che illumina il grano e mi
riflette la fronte
mio fratello che cerca risposte e poi si
confonde
io non mi inganno più
la Sua parola non conosce mai colpa e non
conosce ricchezza
così ho dipinto la mia anima di luce e di
dolcezza
con il fiume che guida il destino
dando a tutti tutto quello che è mio
così divenni per molti il Santo giullare
di Dio
Signor topo
Signor topo mi ascolti un poco La sua
cena è già nel piatto
Le preparo la stanza da gioco Starò
attento che non entri il gatto
I miei figli sono impazienti Nel
frattempo stanno pregando
E mia moglie li ascolta in silenzio
Mentre fuori si sta festeggiando
RIT.
Ascolta quest’uomo Che ti ha donato la vita
Accetta il perdono Lenisci questa ferita
E fa che la notte Mi riempia il cuore
E chela mia morte Non faccia rumore
Signor topo io non faccio domande
E mi basta un semplice gesto Per avere le
mie risposte
E sentirmi un uomo onesto La mia vita
gliela regalo
La mia vita e non solo questo La mia
anima possa un giorno
Diventare un topo giusto
RIT.
Ascolta quest’uomo Che ti ha donato la vita
Accetta il perdono Lenisci questa ferita
E fa che la notte Mi riempia il cuore
E che la mia morte Non faccia rumore
E se penso a quello che ho perduto E a
quello che ho trovato
Un amore cieco e muto Ed un tempio
disperato
Troppe mani hanno spinto Troppe lingue
hanno parlato
Troppi topi hanno voluto Troppi topi
hanno pregato
Poca vita hanno vissuto
La luna
L 'ho scoperta ieri
sera in mezzo ai sassi e alle cicale
Con due occhi impauriti quasi quasi voleva
scappare
era sola faceva pena senza niente da fare
con uno strano modo di guardare
Presa alla sprovvista dietro un putto
superficiale
si nascondeva a tratti per non farsi
vedere
intanto stette al gioco che stava per
cadere
ma si aggrappò ad una stella e non si fece
male
Così fece l'occhiolino e stava quasi per
parlare
quando una nuvola l'andò ad accarezzare
diventò un po' rossa e per non farsi
vedere
spense la luce e cominciò a cantare
Un potere magico vorrei avere
per combattere tutto il male
occhi e ragioni per farvi vedere
che in fondo si può migliorare
Riaccese poi la luce e per farsi
perdonare
fece due salti quasi per ballare
si fermò già stanca e si lasciò andare
da un vento
caldo che la voleva rubare.
Nacque così
la luna nei miei occhi
nacque cosi come i
graffi sui ginocchi
forse con qualche ma qualche anno in più
in un tempo in cui io non c’ero
e poi non c'eri neanche tu.
Tutto quello che verrà
Margherita è una
lente sulle stelle
E l’infinito un giorno la rapirà
Ha l’incognita del tempo sulla pelle
E negli occhi la curiosità
Non ha un Dio al quale tendere le mani
Ma Dio certo la capirà
Per i suoi anni spesi in cerca del domani
E tutto quello che verrà
|