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Il segreto di Giuda
Soffiava vento di mezzogiorno
Sul monte dei Santi
Quando la luce del mistero
Gli ordinò di farsi avanti
Trattenne il fiato e si smarrì
In un tempo infinito
Non chiese niente e lo seguì
Come un incanto
Fu in quel momento che capì
E baciò il suo pianto
Come nave nel deserto
Come sabbia nel mulino
Con l’amore dentro al petto
E il tradimento sotto il cuscino
Non chiese niente e disse si
Nel suo giorno più buio
Il Buon Fattore lo capì
Quando si appese al ramo
Amò il suo pianto lo benedì
Con la croce in mano
Il suonatore di
banjo
S’è fatto tardi e cade il temporale
Le auto vanno su e giù
E i miei piedi che mi fanno male
Sono al verde e non ne posso più
Avevo voglia di una birra al bar
Come facevo a New York
Qui la gente non sta ad ascoltare
E ormai le ore non le conto più
Fatemi entrare ho messo anch’io i soldi
nel juke box
Vorrei una mora per poter ballare
E forse un giorno sposerò
Fatemi entrare sono un vecchio musicista
snob
Ma il mio banjo lo so far vibrare
E so che vi stupirò se solo potessi
suonare
Vi vorrei un po’ raccontare
Di quella volta quando in un locale
Negli anni trenta o poco più
C’era gente e stava ad aspettare
La mia band per poter ballare
Ma quando giunse l’ora ecco che
Le note ciak in polvere
C’era un conto da dover saldare
Non fu il banjo ma il ferro a suonare
Fatemi entrare ho messo anch’io i soldi
nel juke box
Vorrei una mora per poter ballare
E forse un giorno sposerò
Fatemi entrare sono un vecchio musicista
snob
Ma il mio banjo lo so far vibrare
E so che vi stupirò se solo potessi
suonare
Vi vorrei far ascoltare
Fatemi entrare ho nostalgia di dimenticare
Vorrei una bionda da poter sposare
E forse un giorno lo farò
Fatemi entrare sono un vecchio musicista
snob
Ma il mio banjo io lo so suonare
E so che vi stupirò
Fatemi entrare ho messo anch’io i soldi
nel juke box
Vorrei una rossa per poter ballare
E forse un giorno amerò
Kalendamaya
Ispirazione tratta da una poesia
di
Raimbaut de Vaqueiras
(Valchiusa, 1155 – 1212)
Ne foglia di faggio
Ne canto d’uccello
Ne fiore di giglio
V’è che mi piaccia
O donna prode e gaia
Finch’io non abbia
Un messaggero snello
Della vostra bella persona
Che mi ritragga
Un piacere nuovo
Che mi ispiri amore e gioia
E che mi porti
Verso di voi
Donna sincera
E muoia di rabbia il geloso
Prima, che io me ne distolga
Il vento cambia le voci chiare sulla
collina
( ne foglia di faggio, ne canto d’uccello
)
il tempo posa le sue mani ogni mattina
( ne fiore di giglio, v’è che mi piaccia )
e ruba sogni conserva pianti nella storia
( o donna prode e gaia, finch’io non
abbia,
un messaggero snello della vostra bella persona )
come un antico mago, che vive nella
memoria
kalendamaya
( che mi ritragga un piacere nuovo
e che mi porti, verso di voi )
kalendamaya
L’amore passa, l’amore resta come in
vetrina
(ne foglie di faggio, ne canto d’uccello )
con il lavoro, e con le grida di una
bambina
(ne fiore di giglio v’è che mi piaccia )
e canti e balli e poesie da ricordare
( e che mi porti verso di voi donna
sincera, verso di voi )
vino e fuochi accesi, l’incanto per
festeggiare
kalendamaya
( muoia di rabbia il geloso prima che io
che io me ne distolga)
kalendamaya
( ne foglia di faggio, ne canto di uccello
)
kalendamaya
( ne fiore di giglio, v’è che mi piaccia )
kalendamaya
Tutti i vetri giù
a metà
Il sole batte sull’asfalto
ma il rombo del motore ancor di più
ho fatto già il pieno di benzina ieri
mattina
quando il prezzo era ancora giù
e c’è un bar proprio in fondo a questa
strada
è un’occasione per prendermi un caffè
e mi ritrovo in compagnia della mia
chitarra
e tanta strada senza meta davanti a me
e tanta gente da incontrare lungo la
costa
che passeggia sulla spiaggia di Saint
Tropèz
E allora corro come il vento
accendo la radio e guido cantando
mentre la quinta l’ho messa un’ora fa
ed il tg ha detto oggi bel tempo
ma era facile prevederlo
perché io ho tutti i vetri giù a metà
Amico per favore una birra
E complimenti per il tuo locale
Ascolta vorrei farti una domanda
Ma questa sera con quanta gente devi
lottare
In confidenza io ho mangiato tanta strada
Sono stanco e mi vorrei un po’ fermare
E porto sempre con me la mia chitarra
E se vuoi per i tuoi amici potrei suonare
Per un posto a sedere e qualche bicchiere
Poi domattina riprenderò a viaggiare
E con il sole e con il vento
Accendo la radio e guido cantando
Con il ricordo di un concerto nel tuo bar
Ed il tg dirà oggi bel tempo
Ma sarà facile prevederlo
Perché io avrò i vetri giù a metà
E allora corro come il vento
accendo la radio e guido cantando
mentre la quinta l’ho messa un’ora fa
ed il tg ha detto oggi bel tempo
ma era facile prevederlo
perché io ho tutti i vetri giù a metà
Acqua e sapone
Acqua e sapone
Buon giorno amore anche a te
Grazie al cielo c’è il sole
Ma anche se piove che male c’è
C’è una goccia di menta bevuta al bar
Che non va più via dal gilè
Acqua e sapone non lava il colore
Ma splende il candore che è in te
Acqua e sapone
È il modo migliore che c’è
Di guardarmi allo specchio
E sentirmi un po’ vecchio con te
Senza pensare al tempo
E al tempo stesso dirti che
Acqua e sapone ti tengo nel cuore
E se non ci sei sei con me
Acqua e sapone
Non c’è una ragione perché
Tu non hai grilli in testa
Ma è sempre festa per te
Quando ti sfili il maglione
Quando poi balli con me
Acqua e sapone è il nome
Che io questa notte regalo a te
Acqua e sapone è il nome
Che io questa notte regalo a te
Acqua e sapone è il nome
Che io questa notte regalo a te
Due sedie
Una canzone a volte batte in faccia al
sole
A volte gioca con le parole
Non è magia e neanche realtà
È fantasia ma solo per chi ce l’ha
Stasera pubblico qui non ce ne
Due sedie al centro aspettano
Ma prego entrate io…io già ci sto’
Sono pronto e canterò
Solo per voi canterò
Avevo in mente non so neanch’io chissà che
Di stupirvi o di offrirvi un caffè
Provando a non inciampare nella banalità
Ma è un rischio da correre per chi nel
rischio c’è già
Qualcuno ha detto che la vita è un buon
bignè
Ma dillo a quelli che lo analizzano
Che la mattina lo sezionano
E la sera a casa se lo fumano
E la sera a casa lo ignorano
Io per voi canterò
Io per voi canterò
Prego fate attenzione a queste quattro
parole
Libertà amore giudizio e professione
Hanno tutte in comune la vita stessa e
l’avvenire
Ma c’è chi le combatte con il sopruso e
l’umiliazione
Ma voi che siete le sentinelle contro gli
alieni
Fatte di dolci al marzapane
Che non vi sfuggono le muffe ed i veleni
Spalle larghe per il domani
Abbiate cura di noi umani
Ed io per voi canterò
Io per voi canterò……….
Il ballo delle orchidee
Giro giro tondo
Casca il mondo
Gli orchi fan la guerra
E le dee giù per terra
Avevo visto giusto
Dietro la porta del temporale
C’è una scimmia che balla il tango
Con due gorilla per non farsi male
Ma non porta il tempo
Però in cambio ti fa mangiare
Ma non tiene il tempo
Ed in fondo non è niente di speciale
Giro giro tondo
Casca il mondo
Gli orchi fan scintille
E le dee giù a mille
Han fatto un buco in cielo
Per trovare la strada buona
Con lo stucco e con il veleno
E tanta gente con il fuoco in gola
Ma è questione di gusto
Ed il gusto a volte non perdona
Con questo tipo di democrazia
Nostra cara padrona
Giro giro tondo…..tondo
Casca questo mondo….mondo
Gli orchi fan la guerra
E le dee giù per terra
Giro giro tondo
Casca il mondo
Gli orchi al potere
E alle dee solo il dovere
Han ballato tanto
Per gustarsi questo finale
E la scimmia dietro al sipario
Scioglie il laccio dello stivale
O anima in pena
Fammi almeno vedere
Se è finita o c’è qualcosa oltre il tuo
carnevale
Ma si ve la regalo
A te che vivi in città sempre in ritardo
Davanti al rosso sgasi e fai un po’ il
bastardo
Certi momenti invidi anche una cometa
Che se ne frega e va in giro senza meta
A te che cerchi sempre di raggranellare
E quel che è tuo è tuo e lo chiudi a
chiave
Hai un concetto della vita sostanziale
Povero Cristo morto di fame
A te che vai a messa tutte quelle volte
Che hai bisogno di parlare con qualcuno
Vestito nuovo trucco e ti fai notare
Ma in fondo al cuore non hai Santi da
pregare
Il tempo stesso è merce di scambio
E ognuno vende quello che può
Benzina verde il ferro lo stagno
Bevendo coca mangiando hot-dogs
Non c’è più sete
Non c’è più fede
Capaci di parlare con stili diversi
Il mare e la montagna sempre più vicini
Ma tutti quanti un po’ più persi
A te ingegnere che ti svegli la mattina
Col nodo stretto sotto al collo di una
camicia
Con un progetto da vagliare ad uno squalo
Io questa statua si a te te la regalo
A te che invece spendi tutte le energie
Per programmare un canale commerciale
Ti inaridisci se l’ascolto va in calo
Io questo quadro io ma si te lo regalo
A te che poi una vita più non basta
E qualsiasi cosa in fondo mai non ti
soddisfa
Non sai che fare e ti blocchi come un palo
Questa canzone io ma si ve la regalo
Il tempo stesso è merce di scambio
E ognuno vende quello che può
Benzina verde il ferro lo stagno
Bevendo coca mangiando hot-dogs
Non c’è più sete
Non c’è più fede
Capaci di parlare con stili diversi
Il mare e la montagna sempre più vicini
Ma tutti quanti un po’ più persi
Niente più
Lupi nella notte
Donne rese schiave
Favole corrotte
Scritte su un giornale
Niente più
Se vai più ad ovest finisce il mare
Cosa vuoi che io ti venda
Uomo dalla pelle bianca
Una fetta di questa terra
O qualcosa che mi manca
Niente più
Di tutta questa gente stanca
Non è mio l’arcobaleno
I frutti il prato questo cielo sereno
Tu vuoi dare un prezzo a tutto questo e
Lo ritieni onesto
Ma non è onesto questo affare
Tu vuoi il mondo e lo puoi comprare
Il mio sangue non ha frontiera
Ma grilli e pulci non può mangiare
Niente più
Tutto da rifare
Spendi spandi spandi e spendi
E più spandi più incrementi
Dalle fogne al nudo integrale
Fino all’albero di Natale
Niente più
Se scendi a patti finisce male
La prima pietra vuol governare il
maestrale
Con un lamento
La grande mela oltre la cupola dei templi
Accarezza il vento
Grandi strade grande città
Ed una parvenza di dignità
Hanno rubato un posto al sole
Ed indignato le parole
Niente più
La barca va dove vuole
Ma cosa vuoi che io ti venda
Uomo dalla pelle bianca
Un estate un giorno in più
Od un codice per la tua banca
Niente più
Quello che resta è quel che manca
Non è mio l’arcobaleno
I frutti il prato questo cielo sereno
Tu vuoi dare un prezzo a tutto questo e
Lo ritieni onesto
Perle nere
Con poca nostalgia
Agganciò la nave
Come una malattia
Da non far più tornare
Con pochi soldi in tasca
Con una vita da ricominciare
Con i ricordi dietro le spalle
Nessun amico da salutare
Pochi amori soltanto pochi
Da consolare
E dopo tutto quel mare
E un viaggio senza parole
Finalmente avvisto
La terra del sole
Sabbia fina e dorata
A piedi nudi fammi camminare
Regalami una conchiglia bianca
Delle sue onde non mi so stancare
Del suo canto io
Non mi posso stancare
E fu una sera di stelle
Davanti al fuoco la vide ballare
Un vento caldo le sfiorava la pelle
Ed i suoi fianchi onde del mare
La guardò negli occhi
E si innamorò di quelle perle nere
Con timidezza le offrì da bere
E lei finì con l’accettare
Guardò il bicchiere sorrise e
Si lasciò conquistare
La luna segnò il tempo
E lui ricominciò a sognare
E davanti ad uno sfondo blù
La volle sposare
Fu allora che capì
Quando lei rispose si
Di non aver più ricordi da dare al mare
Ma una canzone da ricordare
Ma una canzone soltanto da cantare
Senza nome
Oltre il muro del corallo
Dietro il ritmo di questo ballo
Scorre sangue nelle vene
Oltre il fumo puoi trovarlo
Su di una nuvola a motore
Viaggia un sogno disperato
E si posa sul bagnato…del sangue
Di chi ama e di chi è amato
Navighi via da questo mondo
Che in fondo nulla ti può dare
E nel cuore hai la speranza
Di chi ce la può fare
Quella nuvola a motore
Ti ha sbattuta sulla sabbia
E ti accorgi che la terra
È sempre dura anche se cambia
Trovi un angelo custode
Dal sorriso falso ed atroce
Che ti illude e ti disegna
Solo un’ isola felice
Quel lavoro che ti ha dato
Ti ricopre di vergogna
Sei ora schiava di chi paga
Ed un amore più non sogna
Hai l’inferno dentro al cuore
La speranza nella mente
Di spezzare le catene
Di fuggire dal presente
Tutto ciò che hai sognato
Tutto quello in cui hai creduto
È svanito in un momento
Come il fiore che hai perduto
Il castello dei tuoi sogni
È una stanza fredda e spoglia
Devi vendere il tuo corpo
Soddisfare la sua voglia
Hai nel sangue quel veleno
Che ti uccide lentamente
Con l’angoscia nel tuo corpo
Fuggi via dalla tua mente
E ripensi al tuo passato
Alla terra che hai lasciato
Ed ora sogni di volare
Verso ciò che non è stato
E nel diario dei ricordi
Frasi d’amore e religione
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Lo custodisci senza nome
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