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Il nostro video sul terremoto del
6 Aprile
Il video "Tutto
da incollare" vince la prima edizione del
Concorso per
Web Filmaker. La
premiazione si terrà nel Teatro Nobel per la Pace di S.
Demetrio Ne’ Vestini (AQ) Data della cerimonia: Martedì 22
Settembre 2009 ore 16:00.
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LA STRANA LINGUA
di Filippo Tronca
La strana lingua: è quella dei poeti, così
diversa dal sentenziare tuonante di chi ha sempre la verità
in tasca, dal chiacchiericcio degli opinionisti pour parlè,
dal talking frivolo dei launge bar. Ed è strana è anche la
lingua degli emigranti costretti a farsi capire a stento con
parole straniere e spesso ostili. Emigranti come il nonno di
Jean, partito tanti anni fa da San Demetrio nei Vestini, in
provincia dell´Aquila. Si addormentò sul treno cullato dai
sogni e dal ritmo regolare delle rotaie, e invece di
risvegliarsi a Parigi, la sua terra promessa, si ritrovò in
Lussemburgo, come altri tre milioni di italiani che vi sono
approdati nel corso del 900. Nasce anche così, per caso,
quel miscuglio di sangue, culture ed individui chiamata
nazionalità. Jean Portante, il nipote appunto, è oggi un
grande poeta e scrittore e ha meritato la fama
internazionale con il romanzo "Mrs Haroy. La memoria della
balena". Nato a Differdange, Lussemburgo Jean ha continuato
a viaggiare, ad attraversare i confini ed oceani. Come la
balena, che ha lasciato la terra ferma milioni di anni fa
per vivere nel mare, ma non è mai diventata un pesce ed ha
ancora bisogno di respirare fuori dall´acqua. Destino simile
appunto a quello dell´emigrato perchè, scrive l´autore, è
una condizione provvisoriamente definitiva e un destino
definitivamente provvisorio. Jean, tuttavia, torna spesso
nella sua San Demetrio, ed i suoi soggiorni sono anche
l´occasione per regalare serate come quella a cui abbiamo
assistito al circolo Querentia dell´Aquila. Jean ci ha messo
la sua strana lingua, il talentuoso duo chitarristico
composto da Roberto Carosone e da
Tony Turco hanno aggiunto la musica, il pubblico ha
chiuso il cerchio con l´appassionato ascolto. Il sodalizio
diventerà un promettente progetto musicale. Sarà il ritorno
un destino definitivamente provvisorio, ma può anche lasciar
tracce durature.
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I DIXIE DREAMS
di Luisa Stifani
Giorgio Carosone,
Tony Turco e Simona Molinari,
gruppo abruzzese che affronta temi umani e sociali tipici
della canzone d’autore con ritmicità e vivacità melodica.
San Demetrio dé Vestini (AQ), Dicembre
2005
Eseguite musiche di James Taylor, De Andrè, De Gregori,
Vecchioni, Bob Dylan.... le vostre canzoni non
lasciano indifferenti l'ascoltatore. Qual è il messaggio che
cercate di offrire?
G.C. Suoniamo brani appartenenti al genere
"folk country" perché amiamo quel tipo di musica e per
godere delle sonorità che produce la chitarra acustica,
della morbidezza del basso a pedale, delle melodie a due e
tre voci e di quei ritmi che evocano gli ambienti del Middle
West degli USA e di quella fascia di stati del sud che vanno
sotto il nome di Dixieland; da qui il nome Dixie
Dreamers, che sta a significare " coloro che
sognano di suonare la musica dixie ". La nostra intenzione
non è quella di lanciare messaggi ma di trasmettere al
pubblico le stesse emozioni che proviamo noi nell'ascolto di
queste canzoni. Il messaggio viene da sé, è implicito nei
testi dei brani che, non essendo le solite canzoncine
d'amore di largo consumo e più di moda, affrontano in
massima parte i temi umani e sociali tipici della canzone
d'autore. Musiche molto belle melodicamente e armonicamente,
con suoni delicati che si contrappongono al fracasso delle
canzoni rap, hard rock etc.. che però richiedono ascoltatori
sensibili e non semplici consumatori di musica.
Canzoni, le vostre fantastiche, dove c'è immaginazione, cultura e
armonia. Compositori anche del mondo dei bambini. Potete
spiegarmi le ragioni di questa cura per la canzone per
l'infanzia, canzoni in alcun modo banali?
G.C. Le canzoni per i ragazzi sono nate
dall’ esigenza di suonare a scuola.
I testi seri ma non pedanti, comprensibili ma non
infantili, descrivono eventi e realtà umane senza falsità ed
ipocrisie e nello stesso tempo non sono traumatici per
bambini dai 6 ai 13 anni. Le canzoni “Il sogno di Alì” ed
“Il piccolo corriere”, i cui temi sono rispettivamente
l'Intifada e lo spaccio di droga da parte dei giovanissimi,
sono alcuni dei nostri grandi successi come convinti
assertori del linguaggio universale della musica. Ogni
canzone non è stata scritta e proposta ai bambini "tanto pe'
cantà ", ma con uno scopo didattico ben preciso e restando
lontani dai modelli dello Zecchino d'Oro e di Cristina D'
Avena. Tanti insegnanti hanno l'esigenza di questo tipo di
canzoni, infatti sono oltre 100.000 gli accessi al sito
www.carosone.it, dove gratuitamente si possono scaricare
anche le basi. È al primo posto nelle classifiche
mondiali dei motori di ricerca Google e Virgilio nella
sezione " canzoni per ragazzi ".
Il nuovo CD realizzato in occasione del Natale è un vero zuccherino
concreto, ma soprattutto un impegno di didattica musicale.
Raccoglie il meglio del vostro repertorio per un messaggio
di rispetto di armonia e di pace. Musica e pace, binomio
spesso evocato, quali motivi e quali esempi hanno contato di
più nel decidere di realizzare questo nuovo CD sulla pace?
G.C. La decisione di incidere il cd di
Natale è nata soprattutto dalla voglia di proporre qualcosa
di nuovo che vada oltre i soliti quattro/cinque motivi
americani ( Withe Christmass, Jingle Bells, Happy Christmass,...)
e gli italiani Astro del ciel, Tu scendi dalle stelle, ...
che cercano di rinverdire lavorando sugli arrangiamenti,
cambiando il ritmo a volte in modo maldestro. Sapendo
dell'esistenza di canzoni bellissime amate dai popoli
anglosassoni da oltre 50 anni, come God rest you merry,
gentlemen, ed il Canto dei pastori, musica della celebre
Greensleaves. Bellezza e poesia che troviamo anche nei brani
A' Soalin' , Christmass Dinner e Serenata a Gesù Bambino
(parole e musica nostre ma chiaramente ispirata a The Little
Drummer Boy) che fanno parte della tradizione scandinava e
anglosassone conosciute ed eseguite pochissimo. A queste si
aggiungono Nell'umile capanna di A.Yon, che non ha la
popolarità che merita, È nato si dice.. del compianto
Bertoli, irriverente nei confronti dei luoghi comuni di
questa festività, e le nostre L'uomo dell'angolo, Il sogno
di Alì, Anna Frank, che fanno riflettere sui drammi
dell'umanità, che non scompaiono per incanto in questo
periodo dell'anno. Il filo conduttore di questi brani
coincide con il messaggio proprio del Natale, cioè con
l'augurio che gli uomini trovino la pace interiore e
sociale. L'incisione ha comportato numerose difficoltà
tecniche, che penso siano state superate brillantemente
grazie alle belle voci di Paula Prostean e
di Christian Porretta, al violino di
Stefano D'Ermenegildo, alle straordinarie
percussioni di Claudio Turco, al raffinato
arrangiamento da parte della pianista Rossella
Pezzuti, all'impegno ed alla bellissima voce
solista di Simona Molinari e, soprattutto, all'abilità di
Tony Turco come arrangiatore, esecutore e
fonico, vero jolly della situazione ed alla mia grande
passione.
Il sogno di Alì dedicato al problema palestinese “il giorno di Natale
non lanceremo più sassi ma solo palle di neve” si potrà mai
realizzare?
G.C. Questo brano è stato profetico; a 2
anni dalla sua composizione, credo nel ‘92, in Palestina ci
fu una fortissima nevicata ed il giorno dopo Il Corriere
della Sera aveva in prima pagina il seguente titolo "Per un
giorno i ragazzi dell'Intifada hanno lanciato palle di neve
e non sassi ", conservo ancora il foglio del giornale!!!
Rispondo con una citazione di due giornalisti israeliani,
Akiva el Dar e Idth Zertal che nel loro libro sulla storia
della colonizzazione dicono che “è solo rendendo giustizia
ai palestinesi che Israele vivrà in Pace”.
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